Racconto di un viaggio nell’artico alla ricerca del Terzo Paradiso

Dalle radici comuni verso una nuova crescita

Che cosa accade quando un gruppo italo finlandese, rappresentanti di diversi settori culturali, economici, artistici e sociali, decide di esplorare le terre della Finlandia  del nord spingendosi oltre i confini della Russia?

Nascono nuove connessioni,  rivelazioni e una rinnovata  fiducia nella possibilità di vedere realizzato il Terzo Paradiso, il simbolo creato dal Maestro Michelangelo Pistoletto, di un nuovo mondo necessario.

Il primo viaggio dei fondatori di Sarastus in Finlandia aveva l’obiettivo di trovare soluzioni concrete  con cui favorire un progresso economico, culturale e sociale e la crescita individuale sulle comuni basi europee della nostra storia.

 

Dalle tradizioni popolari al concetto di cura innovativa.

“La potenza della natura selvaggia finlandese e il contatto profondo della sua popolazione con queste terre bellissime e dure richiede corpi temprati per accogliere la  sua natura con animo aperto e gioioso. In Italia la natura è addomesticata e sotto il controllo degli uomini. Arrivando in Finlandia mi sono resa conto che questo è un popolo che vive con fiducia la propria libera relazione con la natura, racconta Rossana Becarelli, medico e ricercatrice di antropologia del nostro gruppo. Lei ha vissuto con noi il nostro primo viaggio insieme a Kuusamo e nella Carelia nell’estate 2014.

E’ accaduto ciò che il Prof. Pentikäinen, rinomato antropologo e professore emerito delle religioni comparate,  aveva annunciato all’inizio della nostra avventura: “al nostro ritorno non saremo più gli stessi”.  Siamo ritornati nelle nostre case certi di voler rafforzare le relazioni reciproche tra i nostri paesi facendo conoscere le peculiarità così come gli elementi comuni e speculari del  baltico e del mediterraneo. Il nostro viaggio è stato documentato attraverso gli occhi sensibili del Prof. Hannu Kahakorpi, regista cinematografica e televisiva.

I fondatori del Comitato partono dal presupposto che i tratti comuni e complementari delle culture del nord e del sud dell’Europa possano essere integrati, in vista dell’elaborazione di un pensiero comune capace di conservare il rapporto con la natura e di far rivivere la spinta spirituale presente nelle culture tradizionali.  Integrando i tesori celati nella nostra memoria e nella natura con gli elementi più innovativi della scienza e della tecnologia, possiamo individuare nuove soluzioni per una crescita sociale ed economica più rispettosa ed attenta alla conservazione del territorio, dell’ambiente e  preservare il benessere psico-fisico, sociale e  spirituale  degli individui.

Il Maestro Pistoletto, durante la sua visita a Kuusamo nel marzo del 2015, ha costatato che quella terra è  già ora,  con la sua natura, l’arte e le scienze,  il grembo che darà vita al nuovo mondo, esempio della rinascita globale per l’intero  Pianeta.

Ispirati dal significato  simbolico del Terzo Paradiso il  Maestro Michelangelo Pistoletto la multidisciplinarietà caratterizzerà le iniziative promosse dal gruppo: medicina, antropologia, cultura, tradizioni popolari, sociologia, economia, salute globale del singolo e della società che vedono nell’ arte e nella spiritualità i denominatori comuni.

L’incontro degli amici italiani e finlandesi, che sono diventati sorelle e fratelli, hanno fatto di quel viaggio un momento di trasformazione umana profonda.

Questo mostra che, oltre l’Europa della burocrazia e dei vincoli economici, c’è

un’ Europa dei popoli e degli individui capaci di fratellanza fra di loro.

“L’Italia e la Finlandia da questo punto di vista sono esempi di paesi di culture di margine, inteso come del confine d’Europa. Proprio in quanto “marginali” sono in grado di mettere in evidenza gli elementi comuni e arricchirsi di reciproci particolarità attraversando tutta l’Europa”, ha constatato Roberto Mastroianni, filosofo e semiotico, durante il nostro viaggio.

“Il viaggio ha rafforzato la nostra volontà di ideare, realizzare e sostenere insieme delle iniziative che promuovano le nostre visioni condivise attraverso pubblicazioni, mostre, eventi e documentari”,  afferma Eija Tarkiainen, ispiratrice della formazione del gruppo. “Insieme possiamo superare limiti in noi stessi quando l’istinto, il sentire, lo spirito e l’intelletto danzano all’unisono anche se con passi differenti. L’allargamento della consapevolezza individuale permette poi anche di vedere oltre i confini nazionali e differenze culturali, in modo che tutto il mondo possa sentire il canto della vita, come narra la nostra Kalevala, mitologia finlandese. Poesia e potenza che sgorgano dalla natura e quindi anche dalla nostra natura interiore.”

 

INSIEME IN VIAGGIO

Rossana Becarelli, Medico e ricercatrice di antropologia

“Siamo stati in Finlandia per creare un collegamento tra Finlandia e Italia.

Il nostro contatto è iniziato da una donna finlandese, Eija Tarkiainen,  che abita in Italia da molti anni e che ha saputo cogliere gli aspetti di reciproca integrazione tra i nostri paesi. Viaggiando  nel nord della Finlandia mi ha colpito la potenza di questa natura selvaggia e il forte contatto che i finlandesi hanno con questa terra bellissima e dura.

Gli italiani vivono attraverso la lente della ragione e dell’arte, mentre i finlandesi vivono con fiducia la libera relazione con la natura.

Attraverso le esperienze che ci sono state rese possibili da Anne Murto, Juha Pentikäinen, Katja Lemberg, e Hannu Kahakorpi, abbiamo assaporato il gusto degli elementi naturali e riscoperto la sacralità dei riti ancestrali di questa terra.

Partiamo con la ferma risoluzione di stringere rapporti reciproci tra i nostri paesi facendo conoscere le nostre qualità specifiche ad entrambe.

Roberto Mastroianni, filosofo semiologo e curatore d’arte:

Il mediterraneo e il baltico hanno elementi comuni e anche speculari molto più ampi di quanto si possa immaginare: da una parte la natura e dall’altra la cultura vissuti in modo molto pieno, ma sotto la vita naturale dell’Europa del Nord si nasconde una cultura profonda e sotto la vita apparentemente raffinata e intellettuale del sud si trova un amore profondo per la natura.

Siamo venuti in Finlandia per cominciare a  costruire percorsi di ricerca artistica, antropologica, naturalistica e filosofica e abbiamo trovato materiali  per avviare dialoghi e sinergie tra i  due paesi che ci parlano delle radici profonde, dell’ethos e della cultura comune che possiamo chiamare Europa.

L’Europa è uno spazio naturale e poetico,  prima che sociale e politico, che vive nella relazione tra le due culture e tra i  panorami mentali del Nord e quelli del Mediterraneo.

Uno spazio mentale e poetico che si nutre di immaginario delle terre antiche come del mare della sponda del sud del Mediterraneo.

Questo viaggio ci ha dato elementi per future iniziative culturali, artistiche, naturalistiche e sociali perché ha messo in evidenza gli elementi comuni, anche se apparentemente differenti, della cultura europea  nello spazio che va dai mari della Grecia, Spagna e Italia fino alle montagne e ai ghiacci del Nord della Finlandia.

Quanto abbiamo visto e provato mostra che sotto le apparenti diversità un linguaggio, un immaginario e un ethos comune si nutrono di radici mitologiche e storiche che vanno dai mari del sud ai mari del nord e che attraversano tutte le montagne e le culture europee.

Inoltre, l’incontro con amici finlandesi, che sono diventati sorelle e fratelli, hanno fatto di questo viaggio un momento di trasformazione umana profonda e che mostra come sotto Europa delle burocrazie ci sia un Europa di popoli e individui capaci di fratellanza fra di loro.

 

 

Eija Tarkiainen,

“Oggi, dopo 30 anni in Italia pieni di assaggi gaudenti , di un’ indigestione di ritmi accelerati, di scorpacciate di parole solo a volte futili, di visi che si succedono come i piatti in una tavola svedese, posso dire di essere venuta in Italia per sfuggire al silenzio della Finlandia di cui allora non sapevo  cogliere i messaggi, ai sentimenti profondi senza parole,  all’oscurità di volti e di atmosfere di cui non vedevo  gli arcobaleni.

E’ stato solo adesso, attraverso lo sguardo degli italiani sulla Finlandia, che ho ritrovato la bellezza silente e il calore spesso celata del mio paese.  Di questo ringrazio gli amici italiani per le loro osservazioni sul mio paese che hanno riconosciuto il vero valore della Finlandia non nei campi in cui siamo spesso i primi nelle classifiche (economia, produttività, tecnologia)  bensì nella potenza poetica, che emerge dalla natura e anche dalla nostra natura interiore.

Ora mi dedico a coltivare la possibilità di unire due panorami mentali senza doversi omologare ma per conoscere il proprio sapore con  ancor maggiore intensità per poi arricchirlo di nuove fragranze.

All’Italia manca forse la giusta memoria di se stessa, la fiducia nella propria potenza e valore, che potrebbe riconoscere solo entrando in un  tempo rallentato, assaporando il silenzio che si appaga delle proprie sonorità scordate, restando nell’oscurità  che stimola a ricercare la luce che non abbaglia, ma  illumina il punto dove finalmente appare la propria natura.

 

I finlandesi dovrebbero invece imparare a  riconoscere che la leggerezza non è sintomo di superficialità, ma una sana boccata di ossigeno che permette poi di rituffarsi nelle profondità senza perdersi e credere che sia l’unica realtà.

Gioverebbe loro l’ascolto dell’ arcaica connessione con la natura che è pregna di eros e di passione e non si esaurisce con la sessualità libera ma che sa piuttosto abbandonarsi ai propri istinti anche elevati, servirebbe la potenza per ricordarsi che anche il miglior contenuto ha bisogno di manifestarsi all’esterno affinché venga visto e donato, e richiede quindi qualche parola in più e soprattutto una più stretta connessione con l’altro.

Durante il nostro viaggio a Kuusamo e in Carelia nel nostro gruppo è avvenuto il miracolo di questo scambio reciproco.

Ora mi trovo in mezzo a tanti progetti che hanno avuto origine nei nostri giorni insieme, e che stanno terribilmente accelerando il passo.

In Italia riporterò la verde freschezza dei nostri boschi e lo scrosciare selvaggio delle cascate per ricordare, a me stessa e agli altri, che insieme possiamo superare i confini che imponiamo a noi stessi.  E perché  il mondo intero possa di nuovo udire il canto della vita, come ci insegna la nostra mitologia di Kalevala.

 

 

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